29 Febbraio 2024
Con la Legge di Bilancio 2024 ritorna la pace contributiva, per il bienni 2024-25. Scopriamo i benefici e i requisiti da rispettare per la nuova misura
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Cosa vedremo in questo articolo
Con la Legge di Bilancio 2024 ritorna la pace contributiva, ovvero la possibilità di riscattare i periodi scoperti da contribuzione previdenziale.
La misura, in via sperimentale per il biennio 2024-205, è rivolta solamente ai soggetti che risultano privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.
Quali sono i requisiti da rispettare e soprattutto, quanto è conveniente questa nuova misura?
Vediamo in dettaglio la disciplina in merito e analizziamo insieme: beneficiari, calcolo e trattamento fiscale.
Per il biennio 2024-25 torna la pace contributiva. Tale misura è stata ripristinata sulla precedente in vigore nel triennio 2019-2021. Con la pace contributiva è possibile riscattare i periodi non coperti da contribuzione fino a un massimo di cinque anni parificandoli a periodi di lavoro. Chi beneficia di questa misura?
Scopriamolo insieme.
La pace contributiva è una misura che permette di aumentare il proprio montante contributivo, ovvero la propria pensione.
Non tutti possono optare per la pace contributiva.
Infatti tale facoltà può essere esercitata da:
Sono esclusi, quindi, i lavoratori che ricadono nel sistema misto e in quello retributivo.
Si possono riscattare fino a 5 anni di contribuzione per renderli utili ai fini pensionistici. Inoltre, è importante considerare che i periodi riscattabili non devono essere obbligatoriamente continuativi.
Non è mai possibile riscattare periodi anteriori al 1° gennaio 1996.
Gli anni da riscattare devono essere collocati tra l’anno del primo e dell’ultimo versamento accreditato presso le gestioni INPS alle quali si è iscritti.
Per calcolare il costo della pace contributiva, occorre applicare l’aliquota contributiva di finanziamento vigente nella gestione previdenziale in cui opera il riscatto, alla data di presentazione della domanda, all’imponibile dell’ultimo anno.
In particolare, devono essere prese come riferimento le retribuzioni percepite nelle ultime 52 settimane antecedenti l’operazione, moltiplicate per l’aliquota contributiva IVS della gestione assicurativa presso la quale si esercita il riscatto, metodo dell’aliquota percentuale.
Per i lavoratori del settore privato l’onere può essere sostenuto dal datore di lavoro attraverso i premi di produzione spettanti al lavoratore stesso.
Il costo del riscatto viene calcolato con il sistema contributivo, con l’aliquota relativa alla gestione nella quale si richiede il riscatto:
Il versamento può essere effettuato ai regimi previdenziali di appartenenza, come?
Di seguito le modalità:
La norma specifica che la rateizzazione dell’onere non può essere concessa in casi in cui:
La pace contributiva è una manovra che, specie nelle ipotesi in cui consente di anticipare il pensionamento, ha una assoluta convenienza per coloro da cui può essere esercitata, ancora di più considerandone la deducibilità fiscale del costo.
Ogni storia previdenziale è differente, per questo è importante prima di ogni altra decisione, affidarsi ad una consulenza previdenziale esperta che metta in luce i reali vantaggi della soluzione scelta e possa quindi indicare la migliore ottimizzazione futura.
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