Tutte le novità sulla Riforma Pensioni 2022
10 Gennaio 2022
Il 31 dicembre 2021 è stata approvata in via definitiva la nuova Legge di Bilancio, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma cosa è cambiato? Quali sono state le modifiche apportate? E per quali categorie di lavoratori?

Cosa vedremo in questo articolo
Il 31 dicembre 2021 è stata approvata in via definitiva la nuova Legge di Bilancio, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Al settore della previdenza e assistenza, la Legge di Bilancio 2022, dedica il Titolo IV Lavoro, famiglia e politiche sociali riportando, al Capo II, tutta la normativa relativa al tema “pensioni”.
Ma cosa è cambiato? Quali sono state le modifiche apportate? E per quali categorie di lavoratori?
Quota 102 solo per il 2022, prorogati Opzione Donna e Ape Sociale, con ampliamento delle mansioni gravose e lavoratori edili e poi, ulteriore rinnovo dei contratti di espansione per le aziende oltre all’incremento dell’assegno pensionistico per tutti.
Pensioni quota 102 come funziona, requisiti e cosa cambia
Con l’arrivo di Quota 102, viene modificata la norma su Quota 100, contenuta nel decreto legge 28 gennaio 2019, n° 26. Nello specifico: “ i requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui al primo periodo del presente comma sono determinati in 64 anni di età anagrafica e 38 anni di anzianità contributiva per i soggetti che maturano i requisiti nell’anno 2022.”
Dunque, Quota 102 (che sussegue temporalmente all’anticipo pensionistico già introdotto da Quota 100) offre la possibilità ai lavoratori dipendenti di anticipare la loro uscita dal mondo del lavoro, ampliando i requisiti di accesso a chi è in possesso di almeno 64 anni di età e 38 di contributi. Purché questi siano stati maturati entro il 31 dicembre 2022.
La decorrenza del suddetto trattamento pensionistico, si avvale del sistema posticipato al termine delle c.d “finestre”. Per i lavoratori autonomi e subordinati appartenenti al settore privato è prevista una “finestra” di 3 mesi.
Di conseguenza l’assegno pensionistico viene erogato con le seguenti decorrenze:
- primo giorno del quarto mese dalla maturazione dei requisiti di accesso, per i lavoratori iscritti all’AGO;
- giorno successivo il termine della finestra, per i lavoratori iscritti ad una gestione esclusiva dell’AGO.
Quota 102, secondo quanto anticipato dal Premier Mario Draghi, resterà in vigore solo per un anno in corso, con l’obiettivo di tornare il prima possibile ad un sistema pensionistico “normale” come quello previsto dalla Legge Fornero, ossia: 67 anni anagrafici e 20 anni di contributi.
Opzione donna 2022 proroga e requisiti: in pensione a 58 anni
Un primo disegno della nuova Legge di Bilancio, prevedeva l’ipotesi di alzare la soglia di pensionamento con Opzione Donna, da 58 a 60 anni per le lavoratrici dipendenti e da 59 a 61 anni per le lavoratrici autonome.
Tuttavia, a seguito di una riunione (tenutasi a novembre) sulla manovra di Bilancio, quest’ipotesi è stata messa da parte confermando invece, gli attuali requisiti:
“Il trattamento pensionistico anticipato sarà riconosciuto nei confronti delle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2021 hanno maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e un’età pari o superiore:
- a 58 anni per le lavoratrici dipendenti;
- a 59 anni per le lavoratrici autonome”.
Ad essere confermate sono anche le finestre di attesa di 12 e 18 mesi.
Nonostante il parere contrario dell’Ocse sul rinnovo di Opzione Donna, il Governo ha deciso comunque di prorogare nuovamente questa forma di pensionamento anticipato.
Ad essere modificato però, è stato il sistema di calcolo dell’assegno che sarà determinato interamente con il metodo contributivo.
Ape sociale 2022: i nuovi requisiti
Dalla Legge di Bilancio, arrivano importanti novità anche per quanto riguarda l’Ape Sociale, con una nuova proroga per tutto il 2022.
I requisiti comuni alle diverse categorie di beneficiari, sono:
- il compimento del 63° anno di età;
- la cessazione dell’attività lavorativa.
I requisiti relativi alla contribuzione, invece differiscono in funzione della categoria alla quale il lavoratore appartiene:
- 30 anni di contributi per i disoccupati di lungo corso, per i caregiver e per chi ha un requisito di invalidità pari o maggiore al 74%;
- 36 anni per chi ha svolto lavori gravosi;
- 32 anni per i dipendenti delle imprese edili e affini, i ceramisti ed i conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta.
È stata inoltre abolita la durata dei 3 mesi che il lavoratore doveva attendere al termine della Naspi. Grazie alla riforma, i disoccupati potranno accedere al pensionamento il mese successivo a quello in cui hanno percepito l’ultima mensilità di disoccupazione.
Altra importante modifica è quella apportata alla platea dei lavori gravosi. Che ad oggi si amplia, comprendendo anche:
- insegnati di scuola primaria e professioni assimilate;
- tecnici della salute;
- addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate;
- professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali;
- operatori della cura estetica e professioni qualificate nei servizi alla persona;
- artigiani, operai qualificati e agricoltori;
- conduttori di veicoli, macchinari mobili e di sollevamento, di impianti e analoghi macchinari;
- personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, aree pubbliche e simili.
Anche chi appartiene a queste nuove categorie di lavoratori, ora potrà fruire del diritto al pensionamento anticipato con Ape Sociale, purché abbia svolto un’attività usurante per almeno 6 anni negli ultimi 7, o per almeno 7 negli ultimi 10 anni.
Contratti di espansione: scivolo fino a 5 anni per il 2022 e 2023
L’entrata in vigore della nuova Legge di Bilancio, conferma anche la proroga della vigenza del contratto di espansione, prolungandolo fino al 2023.
Per avvalersi di questa formula, i datori di lavoro del settore privato devono avere un organico aziendale non inferiore a 50 unità lavorative, soglia raggiungibile sia dalla singola impresa sia calcolata complessivamente nelle ipotesi di aggregazione stabile di imprese con un’unica finalità produttiva o di servizi.
Lo scopo è quello di incentivare il ricambio generazionale dei dipendenti permettendo così alle aziende di attuare una riqualificazione del personale, riducendo o sospendendo l’attività dei dipendenti attualmente impiegati.
Tale sospensione verrà compensata con una cassa integrazione guadagni straordinaria per un periodo che si estende fino ai 18 mesi; oppure attraverso una risoluzione anticipata per i dipendenti a cui mancano solo 5 anni per il raggiungimento della pensione.
Aumento pensioni 2022: rivalutazione pensioni minime 2022
Da gennaio 2022 sono scattati gli aggiornamenti delle rendite relative agli assegni pensionistici, sulla base dell’aumento del costo della vita. Si tratta di un calcolo sul tasso di inflazione provvisorio (i calcoli definitivi slitteranno a gennaio 2023). Tale adattamento è contenuto nel decreto del Mef (Ministero dell’economia e finanze) del 17 novembre, pubblicato nella gazzetta ufficiale del 26 novembre.
Il suddetto provvedimento fissa in misura definitiva il tasso di adeguamento all’inflazione dei trattamenti pensionistici corrisposti nell’anno 2021 rispetto al 2020 ed indica, in via previsionale, l’adeguamento da applicare dal 1° gennaio 2022.
Il tasso di rivalutazione provvisoria, applicato dal 1° gennaio, andrà ad aumentare dell’1,7% l’importo dell’assegno pensionistico, ma questo aumento ha il solo fine di compensare l’incremento dei prezzi. Non si tratta, dunque, di un vero e proprio aumento dell’entrata pensionistica, bensì di un adattamento al caro vita.
La Manovra della Legge di Bilancio, pur non avendo apportato sostanziali modifiche strutturali al sistema pensionistico tutt’ora vigente, sembra essere il trampolino di lancio per una riforma delle pensioni che scatterà nel 2023.
Secondo le ultime notizie infatti, a fine dicembre 2021 i sindacati avrebbero chiesto di superare la legge Fornero e di prendere in considerazione la possibilità di pensionamento anticipato a 62 anni o con 41 anni di contributi indifferentemente dall’età anagrafica del lavoratore.
Mentre, i tecnici del Mef avrebbero inserito, tra le varie possibilità riportate nell’ultimo dossier sulla riforma previdenziale, la possibilità di accedere alla pensione (calcolo con metodo contributivo) con 64 anni di età e 20 di contributi.
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