Perché la Previdenza Complementare?

13 Dicembre 2022

Come funziona la Previdenza Complementare? Quali sono i vantaggi?

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La previdenza complementare può essere sia ad adesione collettiva che individuale e rappresenta il secondo e il terzo pilastro del sistema previdenziale italiano. Essa è uno strumento di risparmio di lungo periodo, che consente di colmare il gap previdenziale, ovvero la differenza tra la prima rata mensile di pensione obbligatoria e l’ultimo reddito mensile di lavoro, grazie all’erogazione di una pensione integrativa. 

I principi fondamentali della previdenza complementare

Il sistema della previdenza complementare, la cui normativa di riferimento è il D.Lgs. n. 252/2005, poggia su due principi fondamentali:

  • l’adesione volontaria: ciascuno è libero di scegliere se aderire o meno ad un fondo pensione, a differenza di quanto accade nel sistema pensionistico pubblico, dove l’iscrizione è obbligatoria. Possono aderire ai fondi pensione:
  • i lavoratori dipendenti, pubblici e privati;
  • i soci lavoratori e i lavoratori dipendenti di produzione e lavoro;
  • i lavoratori autonomi e liberi professionisti;
  • persone che svolgono lavori non retribuiti in relazione a responsabilità familiari;
  • lavoratori a progetto o occasionali.
  • il sistema di finanziamento a capitalizzazione: cioè quanto versato nel fondo pensione viene investito in mercati finanziari per generare dei rendimenti e, una volta, raggiunta l’età pensionabile, quanto accumulato verrà erogato sotto forma di pensione integrativa.
Tipologie di fondi pensione

Si distinguono tre tipologie di forme pensionistiche complementari:

  • Fondi pensione chiusi o negoziali: vengono istituiti dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale. Si rivolgono esclusivamente a specifiche categorie di lavoratori ed è possibile aderirvi solo in forma collettiva.
  • Fondi pensione aperti: vengono istituiti da banche, SGR (società di gestione del risparmio), SIM (società di gestione immobiliare) e imprese assicurative. Può aderirvi chiunque, indipendentemente dalla propria situazione lavorativa, e sono aperti sia alle adesioni individuali, che a quelle collettive.
  • Piani Individuali Pensionistici-(PIP): ovvero piani individuali di previdenza costituiti mediante polizza e contratti di assicurazione sulla vita. Ammettono solo l’adesione di tipo individuale e si rivolgono a tutti a prescindere dalla posizione lavorativa.
Come funziona la previdenza complementare?

Le parti: il lavoratore, il datore di lavoro e lo Stato, accumulano all’interno di un fondo specifico somme di denaro che vengono investite in mercati finanziari fino al momento del conseguimento della pensione da parte del lavoratore. Il montante, così, ottenuto rappresenta la base patrimoniale, che verrà, poi, trasformata in rendita pensionistica complementare.

La rendita pensionistica è determinata da tre principali fonti:

-l’importo versato dal lavoratore attraverso il contributo personale e il versamento del TFR maturando;

-il contributo da parte del datore di lavoro (se presente);

-i rendimenti del fondo pensione.

Quali sono le forme di erogazione della pensione complementare?

Per poter ricevere la pensione complementare, gli iscritti devono aver maturato i requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza e devono risultare da almeno cinque anni iscritti alla previdenza integrativa.

Quanto accumulato nel fondo pensione, può essere erogato in diverse modalità:

  • in forma di rendita: in modo tale da fornire all’aderente un sostegno continuativo negli anni di vecchiaia. Si distinguono diversi tipi di rendita:
  • rendita vitalizia immediata;
  • rendita vitalizia reversibile;
  • rendita vitalizia certa temporanea;
  • rendita differita;
  • rendita controassicurata;
  • rendita con maggiorazione Long Term Care.
  • in forma mista: 50% rendita e 50% capitale: l’aderente può decidere di riscuotere subito fino al 50% di quanto ha accumulato nel fondo in forma di capitale e la parte restante in forma di rendita.
  • in forma di capitale al 100%: in tal caso si riceve subito tutto il montante accumulato.

Un’ulteriore forma di erogazione della pensione complementare, ma in via anticipata, è rappresentata dalla Rendita integrativa temporanea anticipata (RITA). Essa è anticipata di cinque o dieci anni rispetto al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia ed è prevista per tutelare gli aderenti prossimi alla pensione, che non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione obbligatoria, ma che al tempo stesso si sono ritrovati senza lavoro.

Inoltre, agli iscritti al fondo, nelle specifiche situazioni previste dalla legge e dal fondo stesso, viene data la possibilità di prelevare dalla propria posizione individuale una parte del risparmio previdenziale, a titolo di riscatto o di anticipazione.

Vantaggi fiscali della previdenza complementare

La fiscalità del fondo pensione segue il principio ETT (esenzione-tassazione-tassazione), il quale prevede un’esenzione in fase di contribuzione e una tassazione agevolata sui rendimenti e sulla prestazione finale.

In particolare:

-i contributi versati alle forme di previdenza complementare possono essere dedotti dal reddito complessivo IRPEF fino ad un massimo di € 5.164,27;

-i rendimenti sono tassati fino ad un massimo del 20%;

-la tassazione della prestazione finale è agevolata, in quanto viene applicata la ritenuta a titolo d’imposta con un’aliquota del 15% che, dopo 15 anni di partecipazione al sistema di previdenza complementare, diminuisce dello 0,30% per ogni ulteriore anno di partecipazione, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. Dopo 35 anni di contribuzione, l’aliquota scende al 9%.

LINK: Previon | Assistenza e Servizi di Previdenza.

13 Dicembre 2022 | Dott.ssa Paola Felaco

 

 

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