Pensioni 2023, le proposte sul tavolo del Governo Meloni

4 Novembre 2022

Il 31 dicembre 2022 verrà approvata in via definitiva la nuova Legge di Bilancio, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma cosa potrebbe cambiare?

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Riforma previdenziale 2023: le priorità del Governo Meloni

Uno dei compiti più urgenti del nuovo esecutivo riguarda la definizione del pacchetto pensioni. Se non verranno introdotte nuove misure, si tornerà all’applicazione integrale della Legge Fornero, legge strutturale che attualmente regolamenta la previdenza italiana e che, lo ricordiamo, prevede due principali ipotesi di pensionamento: la Pensione di Vecchiaia con 67 anni di età e 20 di contributi, oppure la Pensione Anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
Il Governo sta dunque lavorando per individuare alcune ipotesi di flessibilità in uscita che, allo stesso tempo, risultino sostenibili dal punto di vista della spesa pubblica.

Le ipotesi della riforma

Le  ipotesi allo studio per il superamento della Legge Fornero, sono:
1) Quota 41 con il vincolo dell’età, da cui deriverebbe una Quota 102 o 103 di fatto;
2) Quota 102-103 “flessibile”;
3) Opzione Uomo;
4) L’uscita con un minimo di 62 anni e 35 anni di contributi, con penalizzazioni;
5) Proroga di Opzione Donna e Ape sociale, per le quali, ad oggi, è fissata la scadenza del 31.12.2022, quale data di maturazione dei requisiti.

Quota 41 con vincolo dell’età

L’obiettivo dell’attuale maggioranza politica, come pure dei sindacati, è il pensionamento cosiddetto Quota 41, ovvero il pensionamento con 41 anni di contributi a prescindere dall’età, per tutti, e a partire dal 2023.
I costi dell’operazione stimati dall’Inps però non appaiono compatibili con lo stato dei conti pubblici, superando abbondantemente la soglia del miliardo stanziato per la voce pensioni.
Per tale ragione si è pensato ad una “operazione in più tappe”, che nella fase iniziale (2023) preveda di affiancare, a Quota 41, un requisito anagrafico pari a 61 o 62 anni, generando una ipotesi di pensione Quota 102- 103 di fatto.
In questo modo, si consentirebbe l’accesso anticipato alla pensione, fissando comunque una soglia minima di età.
Compatibilmente con il vincolo della spesa pubblica, in una fase successiva, il requisito dell’età potrebbe essere reso più flessibile, con l’obiettivo di stabilire, a regime, il pensionamento anticipato con 41 anni di contributi versati, per tutti, a prescindere dall’età anagrafica.

Quota 102-103 flessibile

Si tratta di una ipotesi pensionistica diversa rispetto alla pensione “ Quota 102” introdotta dal governo Draghi.
L’attuale Quota 102, in vigore fino al 31.12.2022, prevede requisiti anagrafici e contributivi rigidi (64 anni di età e 38 anni di contributi), mentre i requisiti per le nuove Quota 102 e Quota 103 sarebbero elastici, partendo comunque da una soglia anagrafica minima di 61-62 anni e compensando con l’anzianità contributiva.

Proroga di Opzione donna e Opzione uomo con 61-62 anni

Altra ipotesi sul tavolo del Governo è quella di prorogare Opzione donna (in scadenza al 31.12.2022), ed inoltre estendere tale misura anche agli uomini.
Si ricordi che Opzione donna è l’uscita pensionistica anticipata a 58 anni per le lavoratrici dipendenti, 59 per le autonome e 35 anni di contributi, con il ricalcolo contributivo dell’assegno.
Opzione uomo, ricalcando Opzione Donna, consentirebbe di andare in pensione anticipata con 35 anni di contributi e il ricalcolo contributivo dell’assegno.
A differenza della misura esistente, nel caso di Opzione uomo, l’età di uscita sarebbe maggiore; pari a 60 anni, o più probabilmente 61-62 anni.
L’idea, che trova il favore del Presidente dell’Inps Pasquale Tridico, è quella di consentire un’uscita anticipata anche per gli uomini, ma con una riduzione dell’assegno, secondo le regole del calcolo contributivo.
Il taglio potrebbe oscillare tra il 13% ed il 31% dell’assegno, a seconda dei casi.

Proposta di pensione con 62 anni di età e 35 anni di contributi

La proposta consentirebbe ai lavoratori l’uscita dal lavoro con un minimo di 62 anni e 35 anni di contributi, ma con una penalizzazione sull’assegno pari al 2% per ogni anno di anticipo.

LINK: Previon | Assistenza e Servizi di Previdenza.

04 Novembre 2022 | Dott.ssa Pamela Di Pede

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