Pensioni 2021 e Covid: come la pandemia ha influito sul rendimento pensionistico
3 Febbraio 2021
La Pandemia da Covid-19 ha causato pesanti incertezze sugli scenari economici a medio e lungo termine. Quali sono, in particolare, gli effetti sulle rendite pensionistiche future dei cittadini italiani?

Cosa vedremo in questo articolo
La situazione pandemica attuale, continua a produrre effetti negativi nel presente e anche sull’aspettativa futura del Paese.
Sul piano previdenziale, il Coronavirus sta generando buchi contributivi nella carriera lavorativa dei cittadini, un rallentamento del PIL e, quindi, sugli importi degli assegni pensionistici.
Questi elementi produrranno un drastico abbassamento sulla rendita pensionistica del futuro.
L’importanza di un fondo di previdenza complementare per il futuro
Secondo i calcoli attuali: Andrea, lavoratore trentenne con una rendita mensile di 1.000 euro, subirà un taglio sull’assegno pensionistico del 3%. Per Giacomo, lavoratore dipendente di cinquant’anni, il taglio sarà raddoppiato al 6%; mentre per Maria, lavoratrice autonoma di cinquantaquattro anni, la percentuale di taglio si eleverà al 7%.
In uno scenario del genere gioca un ruolo fondamentale la sussistenza di un piano di previdenza integrativa, per due ragioni:
- Evitare il peggioramento del proprio tenore di vita una volta raggiunta l’età pensionabile;
- Colmare i buchi contributivi generati dall’attuale diminuzione del tasso di impiego.
Calo del Pil e pensioni
Secondo alcune stime effettuate dall’Unione Europea, a causa del Covid nei prossimi anni è previsto un crollo del PIL del 9,9%. Questo porterà inesorabilmente ad un taglio sostanziale degli assegni pensionistici del futuro, soprattutto per i più giovani.
Secondo le stime Ocse, il crollo del PIL italiano nel 2020, avrà come effetto un rimbalzo nell’anno corrente pari al 5,4% e gli effetti del Covid sull’economia si protrarranno fino al 2025.
Conclusioni
Come visto in precedenza e come riportato recentemente dal quotidiano “La Repubblica”, saranno proprio le generazioni future a percepire un assegno più basso della pensione.
Questo per tre principali motivi:
- La crescita economica ferma;
- Le carriere intermittenti che generano buchi contributivi;
- Contratti di lavoro sempre più instabili.
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