15 Ottobre 2025
Dal 2026 potrebbe diventare più semplice accedere alla pensione anticipata a 64 anni, grazie a una misura che estende l’opportunità anche ai lavoratori del sistema misto. Scopri le possibili novità presentate nella nuova misura per la Legge di Bilancio 2026.
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Dal 2026 potrebbe diventare più semplice accedere alla pensione anticipata a 64 anni, grazie alla nuova misura al vaglio del governo per la prossima Legge di Bilancio. L’obiettivo è quello di ampliare l’accesso alla pensione anticipata contributiva, includendo anche i lavoratori che rientrano nel sistema misto. Questa novità rappresenta un cambiamento significativo per migliaia di lavoratori che, pur avendo maturato una lunga carriera contributiva, non riescono ancora a soddisfare i requisiti previsti dalle regole attuali. Un elemento chiave della misura è la possibilità di utilizzare il TFR e la previdenza complementare per integrare la pensione e raggiungere così la soglia minima necessaria per l’anticipo.Infatti, già nella presente Legge di Bilancio 2025 è stata introdotta una deroga importante, che consente solo per le pensioni interamente contributive, di accedere al pensionamento anticipato utilizzando la rendita da fondo pensione. Una misura che anticipa, di fatto, l’evoluzione prevista per il 2026 e apre la strada a un utilizzo più strategico della previdenza complementare come strumento di flessibilità in uscita. Per approfondire puoi leggere il nostro articolo dedicato che trovi qui.
Novità legge di Bilancio 2025: in pensione anticipata grazie alle pensione complementare
Cosa vedremo in questo articolo
Attualmente, la possibilità di accedere alla pensione anticipata all’età di 64 anni è riservata ai lavoratori che rientrano nel sistema di calcolo contributivo puro, ovvero a coloro che hanno iniziato a versare contributi a parte dal 1° gennaio 1996 e non hanno versamenti precedenti a tale data. Per usufruire di tale uscita pensionistica anticipata, la normativa prevede due requisiti fondamentali: – Almeno 20 anni di contributi; – Un importo della pensione non inferiore a tre volte l’assegno sociale INPS, che per il 2025 corrisponde a circa 1.616€ mensili. La misura è abbastanza selettiva, difatti molti lavoratori ne restano esclusi a causa dell’importo troppo basso della pensione calcolata e di carriere discontinue. Con la Legge di Bilancio 2026, il governo ipotizza di estendere l’accesso alla prestazione pensionistica anticipata all’età di 64 anni anche ai lavoratori appartenenti al sistema misto, ovvero per tutti coloro che hanno versato contributi sia prima che dopo il 1996. Le prime ipotesi allo studio prevedono:– Innalzamento del requisito contributivo da 20 a 25 anni complessivi;– Mantenimento dell’età minima di 64 anni, in linea con la misura attuale;– L’applicazione di un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno pensionistico per chi rientra nel sistema misto.L’obiettivo della riforma è quello di favorire una maggiore flessibilità in uscita, permettendo a più lavoratori di scegliere un percorso previdenziale più personalizzato, anche con l’aiuto del TFR o della previdenza complementare per colmare eventuali differenze economiche, in particolare derivanti dal calcolo dell’importo dell’assegno pensionistico.
Uno degli aspetti più innovativi della misura in arrivo riguarda la possibilità di utilizzare il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e la previdenza complementare come strumenti per anticipare l’accesso alla pensione.Molti lavoratori, pur avendo raggiunto l’età minima e i contributi richiesti, non riescono a soddisfare la soglia minima di importo necessaria per accedere all’anticipo. In questi casi, il TFR o i fondi pensione potrebbero diventare una leva utile per integrare la pensione pubblica, trasformando somme già maturate in rendita mensile aggiuntiva.L’estensione della possibilità di anticipare l’uscita pensionistica ha un duplice vantaggio, non solo quello di ampliare la platea dei destinatari, ma soprattutto quello di massimizzare le risorse già accumulate, valorizzando strumenti come il TFR e la previdenza complementare, e offrire una maggiore flessibilità nella pianificazione previdenziale. Sicuramente questa novità comporterebbe un cambio di prospettiva del TFR da semplice liquidazione di fine rapporto a strumento strategico di welfare e previdenza integrando la pensione e contribuendo a una transazione più sostenibile verso il pensionamento.
Affrontare l’uscita dal lavoro in anticipo richiede una valutazione attenta della propria situazione previdenziale, dei contributi, del TFR e della previdenza complementare.Pianificare in anticipo permette di comprendere le diverse opzioni per integrare la pensione pubblica e garantire una transizione più sicura verso il pensionamento.Infatti, la possibilità di anticipare la pensione a 64 anni e di integrare l’assegno con il TFR sottolinea l’importanza di valutare attentamente le proprie scelte previdenziali.I dati e le fonti attuali mostrano che la previdenza obbligatoria da sola difficilmente riuscirà a garantire un reddito adeguato per coprire tutte le esigenze economiche durante la pensione. Infatti, secondo il il World Economic Forum “vivere fino a 100 anni diventerà sempre più comune, ma la maggior parte delle persone rischia di esaurire i propri risparmi pensionistici già a metà del percorso”.Proprio in questo scenario, la pianificazione previdenziale diventa uno strumento di libertà e progettazione della propria vita futura e più in particolare di sostenibilità a lungo termine. Grazie ai nostri servizi, dal check-up previdenziale all’analisi personalizzata, siamo al fianco di privati e aziende fornendo indicazioni concrete per ottimizzare l’uso di TFR, fondi pensione per simulazioni ad hoc basate sul profilo previdenziale individuale. Scopri come il TFR e la previdenza complementare possono influire sulla tua pensione e pianificare in modo consapevole l’uscita dal lavoro, è utile affidarsi a simulazioni personalizzate e analisi dettagliate della propria posizione previdenziale.
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