Opzione Donna 2023
6 Marzo 2023
Sei una lavoratrice e vuoi anticipare la pensione? Scopri tutto quello che c'è da sapere su Opzione Donna 2023: requisiti e novità.

Cosa vedremo in questo articolo
Cosa prevede il pensionamento anticipato con Opzione Donna?
A seguito della Nuova Legge di Bilancio 2023, sono state prorogate alcune misure per accedere ai trattamenti pensionistici, tra cui la possibilità di ottenere l’anticipo della pensione con Opzione Donna. Introdotta con la legge 234 del 2004, Opzione Donna ha permesso a tutte le lavoratrici, dipendenti e autonome, di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro senza dover attendere il raggiungimento dei requisiti minimi stabiliti per la pensione di vecchiaia, ovvero 67 anni di età e 20 anni di contributi e senza aver maturato la contribuzione prevista per la pensione anticipata ordinaria, cioè 41 anni e 10 mesi (art.24 comma 10 DL 201 del 2011).
Beneficiari
La legge ha introdotto nuovi e più stringenti parametri per l’anno in corso, riducendo la platea delle lavoratrici che possono beneficiare dell’Opzione. Nello specifico, è necessario che i soggetti interessati appartengano almeno ad una delle seguenti categorie:
– lavoratrici cd “caregiver”. Si tratta di lavoratrici che assistono, al momento della domanda e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (art. 3, comma 3, della legge 104/1992), ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 70 anni di età, oppure siano anch’essi effetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
– lavoratrici con invalidità pari o superiore al 74%;
– lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è in corso un tavolo di confronto per l’organizzazione della crisi aziendale presso la struttura per la “crisi d’impresa” (su quest’ultimo aspetto si attendono chiarimenti ministeriali).
Solo e soltanto se rientrano in una delle categorie sopra elencate, possono correntemente accedere alla pensione tramite “Opzione donna”:
– le lavoratrici dipendenti e/o autonome con 60 anni di età e 35 anni di contributi perfezionati entro il 31.12.2022;
– le lavoratrici, con un figlio, che abbiano maturato 59 anni e 35 di contributi entro il 31.12.2022 e le lavoratrici con due o più figli, con 58 anni e 35 di contributi entro il 31.12.2022;
– le licenziate o dipendenti di aziende in stato di “crisi” a condizione che abbiano 58 anni e 35 di contribuzione entro il 31.12.2022.
Ai fini del raggiungimento dei 35 anni di contributi, sono considerati utili:
– i contributi obbligatori;
– la contribuzione da riscatto o da ricongiunzione;
– i contributi volontari e figurativi, esclusi quelli accreditati per malattia e disoccupazione dei lavoratori dipendenti privati.
Non è possibile, invece, cumulare gratuitamente i versamenti effettuati in altre gestioni previdenziali.
Finestre mobili
Per le lavoratrici dipendenti che abbiano maturato i requisiti nel 2022 resta confermata la finestra mobile di 12 mesi, con decorrenza dal 1° febbraio 2023. Per le lavoratrici autonome che abbiano maturato i requisiti nel 2022 resta valida la finestra mobile di 18 mesi, con decorrenza dal 1° agosto 2023. Fanno eccezione le lavoratrici del comparto scuola e dell’AFAM (Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale). Se in possesso dei requisiti maturati entro il 2022, le prime, possono conseguire l’assegno pensionistico a decorrere dal 1° settembre 2023, mentre le seconde dal 1° novembre 2023 (art. 59, comma 9, della Legge 27 dicembre 1997, n.449).
Metodo di calcolo
Le lavoratrici che accederanno al nuovo trattamento “Opzione Donna”, vedranno la pensione calcolata interamente con il sistema contributivo, anche se hanno iniziato a versare contributi prima del 1° gennaio 1996 (in altre parole, anche se collocate nel sistema misto). Ciò comporta un taglio dell’assegno con una riduzione del 20 -30% rispetto alla pensione ordinaria.
Cristallizzazione del diritto
Resta fermo che la stretta non riguarda le lavoratrici che hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2021 (58 o 59 anni di età e 35 anni di contributi). Queste ultime potranno, infatti, continuare ad anticipare la pensione con decorrenza successiva al 31 dicembre 2022 e senza dover rispettare le nuove condizioni previste dalla Legge di Bilancio 2023.
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06 Marzo 2023 | Sara Andreozzi