Novità e proroghe: approvata la Legge di Bilancio 2023

2 Gennaio 2023

Quota 103, Ape Sociale e Opzione Donna: cosa è cambiato? Scopri i requisiti e gli aventi diritto alle nuove uscite pensionistiche.

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Pensioni, le novità contenute nella Legge di Bilancio 2023

Il Governo alza le pensioni minime a 600,00 euro, ma la novità vale solo per il 2023 e per chi ha più di 75 anni. Per lasciare il lavoro scatta inoltre Quota 103 (41 anni di contributi e 62 anni di età). Per chi resta al lavoro è previsto un incentivo (Bonus Maroni). Per i lavori c.d. usuranti confermata Ape Social. Cambia Opzione donna, la misura che permette alle lavoratrici donne di andare in anticipo in pensione. Sarà dai 60 anni (non più 58) e solo per alcune categorie: caregiver; invalide dal 75% in su; disoccupate. Per le lavoratrici madri è previsto uno «sconto» sull’età pensionabile: 59 se con un figlio, 58 da 2 figli in su. L’assegno è ridotto di quasi il 30%.

Quota 103

In via sperimentale per il 2023, gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’INPS, nonché alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, possono conseguire il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 41 anni, di seguito definita “pensione anticipata flessibile”. Si tratterebbe di un’evoluzione di Quota 100 e 102, ma con una differenza: la misura della pensione con Quota 103 non potrà essere di importo superiore a cinque volte il minimo (cioè oltre 2.818,75€ lordi al mese) sino al compimento dell’età di 67 anni, raggiunta la quale il limite verrà rimosso. Ovviamente, chi ha i requisiti di Quota 100 (maturati entro il 31 dicembre 2021) o Quota 102 (maturati entro il 31 dicembre 2022) e sceglierà di pensionarsi nel 2023 non sarà coinvolto nel tetto.

Incentivi al trattamento in servizio dei lavoratori

La Legge di Bilancio propone un incentivo al trattenimento in servizio per i lavoratori dipendenti che, pur avendo maturato i requisiti pensionistici della misura “Quota 103”, decidano rimanere in servizio. Per chi decide di ritardare l’accesso alla pensione è prevista, infatti, la possibilità di percepire uno stipendio più sostanzioso, comprensivo della quota dei contributi a carico del lavoratore dovuti all’assicurazione generale (di regola il 9,19%), con conseguente esclusione del versamento della quota contributiva e del relativo accredito. Il riconoscimento del bonus non è automatico, in quanto è l’interessato a dover decidere se fruirne o meno. Nel dettaglio, una volta raggiunti i requisiti per l’accesso a una forma pensionistica l’interessato dovrà decidere se:

a) continuare a versare contributi, così da aumentare l’importo della pensione futura;
b) godere del “bonus”, congelando l’importo della pensione, ma beneficiando nel contempo di una decontribuzione totale in busta paga. In sostanza chi opta per l’incentivo avrà una busta paga più alta ed una pensione più bassa. L’attuazione della misura è demandata all’adozione di un decreto del ministero del lavoro atteso entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio. Non è chiaro se l’opzione, una volta esercitata, sia revocabile.

Ape Sociale

C’è il rinnovo dell’ape sociale sino al 31 dicembre 2023. Rimangono immutate tutte le disposizioni presenti per il 2022. L’ape sociale è un’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS a soggetti in determinate condizioni che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di
pensione diretta. L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia. L’indennità, erogata per 12 mensilità.

Opzione Donna 2023

Secondo le nuove regole, Opzione Donna 2023 non rimarrà uno strumento accessibile a tutte le lavoratrici per andare in pensione prima rispetto alle regole ordinarie. La prestazione sarà destinata solo ad alcune lavoratrici a diverse condizioni.

Fermo restando l’accumulo di 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2022:

– lavoratrici caregiver che si occupano di un familiare malato;
– lavoratrici con invalidità almeno del 74%;
– lavoratrici dipendenti o licenziate da aziende in crisi. L’età necessaria per andare in pensione, poi, cambia a seconda del numero dei figli: 60 anni di età per le lavoratrici senza figli, 59 per chi ha un figlio e 58 per chi ha due o più figli o è dipendente di un’azienda in crisi per cui non vige il parametro dei figli (il requisito anagrafico sarà sempre di 58 anni).

Revisione del meccanismo di indicizzazione per gli anni 2023 e 2024 ed estensione per le pensioni minime delle misure di supporto per contrastare gli effetti negativi delle tensioni inflazionistiche

Per il periodo 2023-2024 la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta:

– 100% per chi percepisce una pensione fino a 4 volte il trattamento minimo INPS, ovvero pari a circa 2.100 euro. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento pari a +7,3 %;
– 85%, per chi percepisce una pensione pari o inferiore a 5 volte il minimo, ovvero tra 2.100 e 2.625 euro. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento pari al +6,2 %;
– 53%, per chi percepisce una pensione pari o inferiore a 6 volte il minimo, ovvero tra 2.626 e 3.150 euro. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento pari al +3,8%;
– 47%, per chi percepisce una pensione da 6 a 8 volte il minimo, ovvero tra i 3.151 e 4.200 euro. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento pari al +3,431 %;
– 37%, per chi percepisce una pensione da 8 a 10 volte il minimo, ovvero tra 4.201 e 5.250 euro. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento pari al +2,701 %;
– 32%, per chi percepisce una pensione superiore a 10 volte il minimo, ovvero oltre a circa 5.251 euro. Determinato per questa fascia, cioè, un aumento pari al +2,336 %. Quelli inferiori al minimo godranno di una rivalutazione straordinaria (ma temporanea) dell’1,5% (6,4% se trattasi di pensionati con almeno 75 anni grazie alla quale l’assegno minimo sarà di 600€ al mese).

Cuneo Fiscale

Per i lavoratori dipendenti viene prorogato il taglio del cuneo fiscale del 2% per redditi fino a 35mila euro che sale al 3% per redditi fino a 25mila euro e il taglio dal 10% al 5% dell’ imposta sostitutiva sui premi di produttività entro i 3mila euro.

LINK: Previon | Assistenza e Servizi di Previdenza.

02 Gennaio 2023 | Dott. Mirko Avallone

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