Longevity Economy e previdenza: un binomio indissolubile

17 Aprile 2025

La Longevity Economy sta trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e pianifichiamo il futuro. Scopri come la previdenza può diventare uno strumento di libertà in un mondo che vive sempre più a lungo

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Viviamo sempre più a lungo. Secondo i dati ISTAT 2023, l’aspettativa di vita in Italia ha superato gli 84 anni. Un numero che secondo le proiezioni è destinato a crescere nei prossimi decenni.

Questo cambiamento demografico, che è una conquista sociale, porta con sé una domanda cruciale: siamo pronti a sostenere individualmente e come sistema una vita così lunga?

La longevità quindi non è solo vivere più a lungo, ma cambia il modo in cui pensiamo il tempo, le fasi della vita e le priorità sociali ed economiche. Questo concetto espresso da AARP nel suo rapporto sulla Longevity Economy, evidenzia come l’invecchiamento della popolazione non rappresenti solo una sfida, ma anche un’opportunità economica significativa.

Sostenibilità del sistema previdenziale: quali scenari

L’invecchiamento attivo non è una sfida, ma una nuova economia fatta di opportunità, innovazione e nuovi modelli di lavoro.

Secondo l’OCSE la pensione pubblica garantisce oggi tra il 60 e il 70% del reddito da lavoro, ma la copertura scende al di sotto del 50% per chi ha avuto carriere discontinue o per i lavoratori autonomi.

Questo determina una costante discesa del tasso di sostituzione, noto anche come coefficiente di sostituzione, ovvero il rapporto tra la prima pensione e l’ultimo stipendio percepito, conoscerlo è fondamentale per pianificare il passaggio dal mondo del lavoro a quello della pensione.

Il decrescere del tasso di sostituzione è alimentato da fattori socio economici quali il calo demografico, la maggiore frammentazione dei percorsi lavorativi e l’instabilità economica del mercato e l’incertezza finanziaria.

In un contesto in continua evoluzione il rischio concreto è proprio quello del Longevity Gap, ovvero il disallineamento tra gli anni che vivremo e le risorse economiche a disposizione per mantenerci.


La Longevity Economy: una nuova frontiera di crescita

Il concetto di longevity non è solo un dato biologico, ma una vera e propria rivoluzione sociale.
Secondo il il World Economic Forum “vivere fino a 100 anni diventerà sempre più comune, ma la maggior parte delle persone rischia di esaurire i propri risparmi pensionistici già a metà del percorso”.

La prospettiva della Longevity Economy, ovvero l’economia generata dalle persone over 50, è quella di sfruttare l’opportunità del nuovo mercato e valorizzare l’invecchiamento attivo in fatto di innovazione e crescita di nuovi modelli di lavoro.

In Italia, oltre il 35% della popolazione ha più di 50 anni e questo segmento guida il 40% della spesa dei consumatori, confermato da Eurostat.
Tale segmento si fraziona tra: imprenditori, professionisti esperti, caregiver.

Questa trasformazione sta generando nuove esigenze sia in termini di servizi finanziari, formativi, sanitari e previdenziali. Infatti, la longevity economy non è un costo da sostenere, ma un potenziale da sfruttare e liberare.
Per questo, ripensando al concetto stesso di età attiva, è necessario affiancare gli attori di questo panorama con strumenti concreti di pianificazione.

Come cambia il lavoro e la previdenza nella Longevity Economy

La Longevity Economy non impatta solo il “dopo”, ma trasforma l’intero ciclo di vita professionale dei soggetti.
Secondo il World Economic Forum, il ciclo di apprendimento si estenderà per tutta la vita lavorativa, con continui momenti di aggiornamento, cambi di ruolo e sviluppo di nuove competenze.

A livello globale, le aziende non devono più limitarsi a un welfare aziendale orientato solo ai giovani o alla maternità, ma devono integrare strumenti per il benessere fisico e mentale dei lavoratori, per la transizione verso il pensionamento o per la previdenza complementare.

L’idea di una carriera lineare, con un solo datore di lavoro e un’unica fase di pensionamento è ormai superata. Oggi si lavora più a lungo ma anche in forme più fluide: dalle multiprofessionalità, al second career dopo i 60 anni.
Questo impone una nuova mentalità previdenziale: cosa vuol dire?

In un contesto in continua evoluzione, è fondamentale riuscire a pianificare e a orientarsi con chiarezza e consapevolezza nelle proprie scelte previdenziali al fine di saper gestire in maniera attiva il proprio futuro.

La pianificazione previdenziale diventa uno strumento di libertà e progettazione della propria vita futura.
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Viviamo più a lungo, lavoriamo più a lungo, sogniamo più a lungo.
Ma per trasformare questi anni in tempo di qualità, servono strumenti concreti, consapevolezza e un nuovo approccio culturale.

La Longevity Economy non è un’ipotesi futura: è una realtà già in corso, che coinvolge cittadini, imprese e istituzioni.
Ripensare il modo in cui lavoriamo, consumiamo, ci formiamo e ci prepariamo al futuro è la vera sfida.
Ma anche una delle più grandi opportunità del nostro tempo.

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