IL COMPUTO NELLA GESTIONE SEPARATA

27 Luglio 2022

Il computo della pensione nella gestione separata è un meccanismo che consente ai soggetti interessati di accreditare i contributi previdenziali versati in diverse gestioni Inps esclusivamente presso la gestione separata

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I lavoratori iscritti alla Gestione Separata e hanno versato contributi anche in altre gestioni di previdenza obbligatoria possono avvalersi dell’istituto del computo.

Computo: cos’è e a chi è rivolto
Il computo consiste nella facoltà, riconosciuta dall’art. 3, del DM 282/1996, di riunire gratuitamente nella Gestione Separata tutti i contributi versati nelle altre gestioni della previdenza pubblica obbligatoria al fine di conseguire un’unica prestazione pensionistica.
Possono, dunque, confluire nella Gestione Separata tutti i contributi collegati al fondo lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali degli autonomi, alle gestioni ex Inpdap, ex Enpals e agli altri fondi sostitutivi dell’AGO, sono esclusi i contributi versati nelle casse professionali private.

Quali sono i requisiti?
(Circolare n. 184 del 18/11/2015- INPS)
L’esercizio della facoltà di computo è subordinato al possesso dei seguenti requisiti:
• Avere un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31.12.1995;
• Avere almeno un contributo accreditato alla data del 31.12.1995;
• Possedere un’anzianità contributiva nelle gestioni coinvolte pari o superiore a 15 anni dei quali almeno 5 collocati dopo il 01.01.1996;
• Avere l’accredito di almeno un mese di contribuzione nella Gestione Separata.
Questi requisiti devono essere verificati considerando tutta la contribuzione di cui l’interessato è titolare.
Sono, invece, esclusi dalla facoltà di computo i contributivi “puri”, cioè i soggetti iscritti per la prima volta dopo il 01.01.1996 ma anche i soggetti che, alla data del 31.12.1995, sono in possesso di sola contribuzione in gestioni che non rientrano tra quelle che formano oggetto di computo o la cui contribuzione, prima del 01.01.1996, ha già comportato un trattamento pensionistico.

Sistema di calcolo e come richiedere il computo
I versamenti, dopo che sono confluiti presso la Gestione Separata, vengono trasformati in pensione attraverso il calcolo totalmente contributivo, come accade per i contributi versati direttamente alla Gestione Separata.
Per quanto riguarda, invece, la modalità di richiesta del computo, essa si esercita tramite domanda contestualmente alla presentazione della domanda di pensione; di conseguenza, in mancanza di richiesta da parte dell’interessato l’istituto in questione non può trovare applicazione e la prestazione pensionistica dovrà essere liquidata solo attraverso la contribuzione accreditata nella Gestione Separata. Va, inoltre, detto che la pensione liquidata tramite il computo avrà decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata esercitata questa facoltà.

Quali sono i trattamenti pensionistici a cui si può accedere grazie al computo?
Evidenziando, innanzitutto, il fatto che si tratta di una riunione gratuita di contributi che non implica, dunque, nessun costo per l’interessato, la facoltà di computo comporta la possibilità di accedere, presso la Gestione Separata, solo ai trattamenti pensionistici previsti per i contributivi puri:
• Pensione di vecchiaia;
• Pensione di vecchiaia contributiva;
• Pensione anticipata;
• Pensione anticipata contributiva;
• Pensione di inabilità;
• Assegno ordinario di invalidità;
• Pensione indiretta ai superstiti;
• Pensione supplementare.
Occorre, però, precisare che possono conseguire tali pensioni soltanto i lavoratori che hanno maturato i requisiti per l’esercizio del computo dopo il 31.12.2011. Diritto, peraltro, riconosciuto dalla giurisprudenza in regime di salvaguardia pensionistica.

27 Luglio 2022 | Autore: Dott.ssa Paola Felaco

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