Gender GAP e Pensioni: il ruolo della previdenza
13 Dicembre 2023
Oltre 44 mila le donne che nel 2022 hanno lasciato il proprio posto di lavoro. Il dato emerge dalla relazione annuale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che registra un aumento delle dimissioni pari al 17,1% rispetto al 2021. E sulle pensioni la disuguaglianza come cambia?

Cosa vedremo in questo articolo
Oltre 44 mila le donne che nel 2022 hanno lasciato il proprio posto di lavoro. Il dato emerge dalla relazione annuale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che registra un aumento delle dimissioni pari al 17,1% rispetto al 2021.
E sulle pensioni la disuguaglianza come cambia?
In questo articolo abbiamo analizzato le cause e le possibili soluzioni per colmare il gender pay GAP.
Gender GAP: ecco cosa dicono i dati
Una tra le maggiori cause di licenziamento, attestata per il 63% delle lavoratrici coinvolte, è dovuta alla difficile conciliazione tra l’occupazione lavorativa e la cura e l’assistenza dei figli.
Tale situazione si verifica sia per ragioni legate alla disponibilità dei servizi di cura che per ragioni legate all’organizzazione nel proprio contesto lavorativo.
Ma facciamo un passo indietro.
Secondo i dati INPS lo stipendio medio annuo dei lavoratori vede un divario di ben 7.922€ tra lo stipendio degli uomini e delle donne.
La situazione non è differente per quanto riguarda il reddito da pensione medio annuo, in cui il divario è pari al 36%.
Gender GAP e Pensioni, i dati in definitiva
Le donne in media percepiscono una retribuzione inferiore del 17% rispetto agli uomini e quando si parla di pensioni il GAP si estende oltre il 30%.
Vediamo quali sono le principali cause di questo gap nel nostro paese.
Le cause della disuguaglianza salariale tra uomini e donne
La disuguaglianza tra uomini e donne in termini di opportunità, accesso alle risorse e partecipazione attiva al mercato del lavoro, possiamo racchiuderla sintetizzando 3 cause principali:
- Carriere contributive più brevi e non continuative: maggioranza di lavoro part-time dovuto alla maternità e alla suddetta gestione dei figli
- Tematica culturale: stereotipizzazione di genere che ha un forte impatto anche sulle decisioni in ambito lavorativo
- Segregazione occupazionale: nel mercato del lavoro le donne ricoprono maggiormente ruoli in settori di servizio e di commercio, i quali hanno retribuzioni inferiori
In questo scenario è fondamentale comprendere il ruolo strategico della previdenza per poter adottare, sia da parte delle lavoratrici che da parte delle aziende, misure funzionali e preventive nei confronti del gender pay GAP.
Partiamo dalle donne lavoratrici.
Gender GAP e Cultura Previdenziale
Il gender pay gap è un problema nella vita sociale e culturale del nostro paese, per questo è importante promuovere una maggiore cultura previdenziale.
In Italia solo 3 lavoratori su 10 decidono di aderire ad un fondo pensione, ciò comporta un impatto negativo sul risparmio pensionistico che il lavoratore può maturare al momento del pensionamento.
Questo come può aiutare le donne lavoratrici?
L’educazione previdenziale permette alle donne lavoratrici di avere una visione più chiara di quale sia l’impatto economico che ogni scelta lavorativa può produrre e più in particolare, saper sfruttare qualsivoglia condizione per incrementare la copertura pensionistica.
Ad esempio riscatto del periodo di laurea, pace contributiva per eventuali buchi contributivi o ricongiunzione.
Queste soluzioni possono essere coadiuvate da una maggiore attenzione da parte delle aziende nei confronti del benessere delle dipendenti.
Il ruolo delle aziende, di conseguenza, diventa cruciale: scopriamo perché.
Il ruolo delle aziende
La difficile conciliazione tra lavoro e vita privata nasce dalla difficoltà di non avere strutture di supporto laddove le donne lavoratrici non riescono da sole.
Le aziende possono promuovere maggiore cultura previdenziale e soprattutto mantenere informati i propri dipendenti sulla loro situazione economica.
Ripensare ai benefit aziendali volti ad una maggiore tutela nei confronti delle esigenze reali delle donne permette all’azienda stessa di mantenere i propri talenti all’interno e di avere una situazione economica chiara di ogni suo dipendente.
Non è da sottovalutare che il raggiungimento di standard lavorativi più alti accresce l’attrattività dell’azienda stessa sul mercato, di conseguenza il proprio valore.
Inoltre, è necessario garantire che le donne abbiano pari opportunità di avanzamento di carriera degli uomini, indipendentemente dalle loro scelte di vita familiari.
Per questo, crediamo che, adottare misure di welfare aziendale insieme ad una serie di cambiamenti nell’organizzazione del lavoro possono essere un tassello fondamentale per rispondere in maniera adeguata al crescente problema all’interno della società.